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10 cose da sapere prima di andare in vacanza a Tenerife

Experience Veraclub Gala - Tenerife - 15.07.2026


La guida definitiva per sapere tutto su Tenerife

 
Contenuti


Dove si trova Tenerife?

Tenerife è la più grande e popolosa delle Isole Canarie, arcipelago spagnolo situato nell'Oceano Atlantico al largo delle coste nord-occidentali dell'Africa, a circa 300 chilometri dal Marocco. Con una superficie di 2.034 km² e oltre 900.000 abitanti, è il cuore pulsante dell'arcipelago, che comprende anche Gran Canaria, Lanzarote, Fuerteventura, La Palma, La Gomera e El Hierro. L'isola nasce dall'attività vulcanica ed è dominata dal Teide, la vetta più alta di Spagna con i suoi 3.715 metri, che domina il paesaggio da qualsiasi punto ci si trovi. Tenerife si divide amministrativamente in due capoluoghi: Santa Cruz de Tenerife, il capoluogo principale a nord-est, e San Cristóbal de La Laguna, patrimonio UNESCO nell'entroterra. L'isola è collegata al resto del mondo tramite due aeroporti: Tenerife Sud (Reina Sofía), principale scalo turistico, e Tenerife Nord (Los Rodeos), più vicino alla capitale.


Serve il Passaporto o basta la Carta d’Identità per viaggiare a Tenerife? Serve il visto per andare in vacanza a Tenerife?

Tenerife

Le Isole Canarie, pur trovandosi geograficamente vicine all'Africa, fanno parte a tutti gli effetti del territorio spagnolo e quindi dell'Unione Europea. Per i cittadini italiani, questo significa che è sufficiente una Carta d'Identità valida per l'espatrio per recarsi a Tenerife, senza necessità di passaporto. È comunque importante verificare che il documento non sia scaduto o in scadenza durante il soggiorno, e che non presenti timbri di rinnovo che alcune compagnie aeree potrebbero non accettare. Non è richiesto alcun visto per soggiorni turistici, essendo l'Italia parte dell'area Schengen come la Spagna. È consigliabile comunque portare con sé anche il passaporto, se disponibile, come documento aggiuntivo, e verificare sempre le policy specifiche della compagnia aerea scelta prima della partenza. Per i minori che viaggiano, ricordiamo che dal 2015 anche i bambini devono avere un proprio documento di identità individuale, non essendo più possibile l'iscrizione sul passaporto dei genitori.

Meteo e temperature: quando andare a Tenerife?

Tenerife gode di un clima subtropicale eccezionalmente mite tutto l'anno, meritandosi l'appellativo di "isola dell'eterna primavera". Le temperature medie oscillano tra i 20°C e i 28°C durante tutto l'anno, con variazioni minime tra le stagioni grazie all'influenza benefica della corrente oceanica e degli alisei. La particolare conformazione dell'isola crea però un fenomeno climatico unico: il nord, più esposto ai venti umidi, è generalmente più verde e piovoso, mentre il sud, protetto dal Teide, gode di un clima più secco e soleggiato, motivo per cui la maggior parte dei resort turistici si concentra proprio in questa zona.

I mesi invernali, da dicembre a febbraio, mantengono temperature gradevoli intorno ai 20-22°C, rendendo Tenerife una delle mete preferite dagli europei del nord in cerca di sole durante l'inverno. La primavera, da marzo a maggio, regala temperature in salita (22-25°C) e paesaggi rigogliosi, specialmente nel nord dell'isola dove la natura esplode di colori. L'estate, da giugno a settembre, porta le temperature più alte (26-29°C) con il mare che raggiunge i 22-23°C, ideale per tutte le attività balneari. L'autunno, da ottobre a novembre, mantiene un clima ancora estivo con temperature intorno ai 24-26°C. Grazie a questa straordinaria stabilità climatica, Tenerife può essere visitata praticamente in ogni periodo dell'anno, anche se molti viaggiatori esperti prediligono i mesi primaverili e autunnali per evitare l'affollamento della stagione estiva pur godendo di temperature ottimali.


Fuso Orario Tenerife

Tenerife

Tenerife, come tutte le Isole Canarie, si trova un'ora indietro rispetto all'Italia. Quando in Italia sono le 12:00, a Tenerife sono le 11:00. Questa differenza si mantiene costante tutto l'anno poiché sia l'Italia che le Canarie applicano l'ora legale nello stesso periodo (dall'ultima domenica di marzo all'ultima domenica di ottobre). È un dettaglio da tenere presente soprattutto per organizzare voli, escursioni e per non arrivare in ritardo agli appuntamenti nei primi giorni di adattamento.

Voli per Tenerife: quante ore di volo ci vogliono?

Con i pacchetti Veratour è possibile raggiungere Tenerife con voli diretti da diversi aeroporti italiani, rendendo il viaggio verso l'isola semplice e senza scomodi scali. Da Bologna Guglielmo Marconi, il volo diretto dura mediamente circa 4 ore e 40 minuti. Da Milano Malpensa, la durata del collegamento diretto è di circa 4 ore e 35 minuti. Da Roma Fiumicino, il volo diretto impiega mediamente tra le 4 ore e 30 minuti e le 4 ore e 40 minuti. Da Verona Villafranca, infine, il volo diretto ha una durata media di circa 4 ore e 30 minuti.

In tutti i casi si tratta quindi di un viaggio comodo e relativamente breve, che permette di raggiungere l'isola dell'eterna primavera in mezza giornata, lasciando subito spazio al relax e alle prime esplorazioni. È sempre consigliabile verificare gli orari specifici al momento della prenotazione, poiché le durate possono variare leggermente in base alle condizioni meteorologiche, ai venti in quota e alla rotta seguita dalla compagnia aerea.


Cosa vedere a Tenerife: le migliori escursioni

Tenerife

Tenerife offre una sorprendente varietà di paesaggi che la rendono unica nel panorama delle destinazioni insulari, capace di regalare in pochi chilometri esperienze che spaziano dal deserto lunare alla foresta pluviale, dalle spiagge tropicali ai borghi coloniali. Il Parco Nazionale del Teide, patrimonio UNESCO dal 2007, custodisce nel suo cuore il vulcano omonimo, terzo più grande del mondo dalla base e vetta più alta di Spagna con i suoi 3.715 metri. Il paesaggio lunare di Las Cañadas del Teide, un'immensa caldera vulcanica circondata da pareti rocciose, crea uno scenario surreale impreziosito dalle emblematiche Roques de García, formazioni rocciose scolpite dall'erosione che sembrano sculture naturali. È possibile salire fino a quasi la vetta con la funivia, oppure affrontare il trekking per i più allenati, e nelle notti serene il parco è considerato uno dei migliori punti al mondo per l'osservazione astronomica grazie alla purezza del cielo.

San Cristóbal de La Laguna, l'antica capitale dell'isola e patrimonio UNESCO dal 1999, incanta con la sua architettura coloniale perfettamente conservata: palazzi nobiliari, chiese barocche e strade acciottolate che hanno ispirato l'urbanistica di molte città latinoamericane. Il centro storico, pedonale e vivace grazie alla presenza universitaria, offre un tuffo autentico nella storia dell'isola. La capitale Santa Cruz de Tenerife merita una visita per il suo Auditorio, capolavoro architettonico che ricorda la Sydney Opera House, per la vivace Plaza de España, il principale punto di collegamento marittimo delle Canarie, e per l'elegante Plaza Weyler, cuore storico della città con la sua fontana in marmo di Carrara.

Il nord dell'isola custodisce il paesaggio più verde e rigoglioso: il villaggio di Masca, arroccato in una gola spettacolare del Parco Rurale di Teno tra vertiginosi precipizi che portano fino al mare, è raggiungibile attraverso una strada panoramica mozzafiato ed è considerato uno dei luoghi più affascinanti ed emozionanti di tutta Tenerife, dichiarato Sito di interesse etnografico e storico e Bene di interesse culturale. Nelle vicinanze si trova Los Gigantes, celebre per le sue imponenti scogliere a picco sul mare. La foresta di Anaga, antica laurisilva che ricopre il Massiccio omonimo a nord-est dell'isola e dichiarata Riserva della Biosfera dall'UNESCO, custodisce sentieri immersi nella nebbia e un microclima che sembra fermo all'era preistorica, con villaggi isolati come Taganana che conservano un'atmosfera senza tempo.

Garachico, incantevole cittadina costiera che fu il porto più importante dell'isola prima dell'eruzione del 1706, oggi affascina con El Caletón, le sue piscine naturali scavate nelle colate laviche, e con il centro storico ricostruito dopo la catastrofe. Icod de los Vinos ospita il celebre Drago Milenario, un drago millenario che si dice abbia più di 800 anni ed è considerato uno dei simboli botanici più antichi e affascinanti delle Canarie, oltre a splendide case coloniali che raccontano il passato agricolo dell'isola. La Orotava, elegante cittadina nella valle omonima, conserva un centro storico ricco di palazzi coloniali e giardini botanici, mentre la vicina Puerto de la Cruz, affacciata sulla costa della Valle di Orotava, unisce il fascino di un'antica città portuale a un lungomare vivace punteggiato da piscine naturali disegnate dall'architetto César Manrique.

Da non perdere anche un'escursione alla vicina isola di La Gomera, raggiungibile in traghetto da Los Cristianos e chiamata anche isola Colombina per il celebre passaggio di Cristoforo Colombo durante la sua traversata Atlantica. Il suo capoluogo, San Sebastián de la Gomera, conserva un'atmosfera pittoresca tra stradine e piazze storiche, mentre il Parco Nazionale di Garajonay, altro patrimonio UNESCO, custodisce un maestoso bosco di Laurisilva, foresta laurifoglia di origine terziaria che ricopre l'isola di una nebbia perenne, e piccoli paesini caratteristici come Hermigua, immerso tra terrazzamenti agricoli e palmeti. Per le famiglie, Siam Park, uno dei parchi acquatici più premiati al mondo, offre scivoli e piscine a tema thailandese immersi in un contesto tropicale, mentre le acque al largo di Marina San Miguel, sulla costa sud, sono celebri per la straordinaria limpidezza e la ricca vita marina che le popola.


Le migliori spiagge di Tenerife

Tenerife

Le spiagge di Tenerife raccontano l'origine vulcanica dell'isola attraverso una straordinaria varietà di colori e paesaggi, spaziando dalla sabbia nera di origine lavica del nord alla sabbia dorata importata del sud, in un contrasto che rende ogni tratto di costa un'esperienza diversa. Playa de Las Teresitas, situata a pochi chilometri da Santa Cruz, è probabilmente la spiaggia più celebre e amata dell'isola: quasi due chilometri di sabbia dorata, portata appositamente dal deserto del Sahara negli anni '70, si stendono in una baia protetta da una diga frangiflutti che rende il mare particolarmente calmo e sicuro. Circondata da palme e con vista sul villaggio di pescatori di San Andrés, Las Teresitas è la meta preferita dagli abitanti di Santa Cruz nei weekend e offre un perfetto equilibrio tra bellezza naturale e servizi completi.

Sulla costa sud, la zona di Playa de las Américas e Los Cristianos rappresenta il cuore turistico dell'isola, con lunghe distese di sabbia dorata attrezzate con ogni comfort, perfette per famiglie e per chi cerca una vacanza balneare classica arricchita da un'intensa vita notturna e numerosi ristoranti sul lungomare. Poco più a nord, El Duque e Playa del Bobo, nella zona esclusiva di Costa Adeje, offrono un'atmosfera più raffinata, con sabbia fine dorata, acque calme ideali per le famiglie e una passeggiata costiera fiancheggiata da hotel di lusso e boutique eleganti. La Caleta, piccolo villaggio di pescatori nelle vicinanze, conserva ancora un'atmosfera autentica con le sue calette rocciose e taverne che servono pesce fresco a pochi passi dal mare.

La costa occidentale, ai piedi delle imponenti scogliere di Los Gigantes, regala scenari spettacolari con piccole spiagge di sabbia nera vulcanica incastonate tra le pareti rocciose a picco sul mare, come Playa de los Guios, dominata dalla vista maestosa delle falesie che si innalzano per centinaia di metri. Playa de la Arena, nei pressi di Puerto de Santiago, offre sabbia scura finissima e acque cristalline particolarmente adatte allo snorkeling, grazie ai fondali rocciosi ricchi di vita marina. Più a nord, le piscine naturali di Garachico, formate dalle antiche colate laviche dell'eruzione del 1706, regalano un'esperienza balneare unica al mondo: vasche naturali scavate nella roccia vulcanica nera, dove le onde dell'Atlantico si infrangono creando un ricambio costante di acqua cristallina, un vero e proprio spettacolo naturale che sostituisce la sabbia con la suggestione della roccia lavica.

Playa Jardín, a Puerto de la Cruz, rappresenta un capolavoro di paesaggistica firmato dall'artista César Manrique: sabbia nera vulcanica si alterna a giardini tropicali rigogliosi, creando una delle spiagge più scenografiche dell'isola, particolarmente amata al tramonto quando il sole si tuffa nell'oceano colorando cielo e acqua di sfumature dorate. Per chi cerca spiagge più selvagge e meno frequentate, Playa de Benijo, nel cuore del Parco Rurale di Anaga, offre uno scenario drammatico di sabbia scura, faraglioni rocciosi che emergono dal mare e una natura rigogliosa che scende fino alla battigia, regalando uno dei tramonti più fotografati di tutta Tenerife. Infine, Playa del Médano, nel sud-est dell'isola, è il paradiso dei surfisti e dei kitesurfisti grazie ai venti costanti che soffiano lungo questa costa, con lunghe distese di sabbia dorata dominate dalla sagoma inconfondibile della Montaña Roja, cono vulcanico che si staglia sull'orizzonte.


Cosa mangiare a Tenerife: i migliori piatti

La gastronomia di Tenerife rappresenta un affascinante crocevia di sapori che unisce le tradizioni contadine dell'entroterra vulcanico alla ricchezza dei prodotti ittici dell'Atlantico, dando vita a una cucina autentica e sorprendentemente varia, fortemente legata al territorio e ai suoi microclimi. Il piatto più celebre e identitario dell'isola sono senza dubbio le "papas arrugadas", piccole patate locali cotte intere con la buccia in acqua fortemente salata fino a formare una caratteristica crosta di sale in superficie, servite immancabilmente insieme al mojo, la salsa canaria per eccellenza disponibile in due varianti: il mojo rojo, piccante e a base di peperoncino, paprika e aglio, e il mojo verde, più delicato, preparato con coriandolo o prezzemolo fresco. Questo abbinamento semplice ma geniale accompagna praticamente ogni pasto sull'isola ed è considerato il simbolo gastronomico delle Canarie.

Il "gofio", farina ottenuta dalla tostatura e macinazione di cereali (grano, mais o una combinazione dei due), rappresenta l'ingrediente più antico e identitario della cucina canaria, risalente addirittura alla popolazione indigena Guanche che abitava l'isola prima della conquista spagnola. Utilizzato in mille modi diversi, dal semplice impasto con acqua e formaggio fino all'utilizzo come addensante per zuppe e stufati, il gofio viene oggi riscoperto anche nella pasticceria moderna e nei dessert contemporanei. Il "puchero canario", ricco stufato di carne (manzo, pollo e maiale), legumi e verdure di stagione come zucca, patate dolci e pere, rappresenta il piatto della domenica per eccellenza nelle famiglie tradizionali, un pasto sostanzioso che riscalda durante le rare giornate più fresche dell'isola.

Il pesce e i frutti di mare, freschissimi grazie alla ricchezza delle acque atlantiche che circondano Tenerife, sono protagonisti di piatti memorabili: il "vieja" (pesce pappagallo), pesce tipico delle acque canarie, viene tradizionalmente preparato alla griglia o fritto e accompagnato dal mojo, mentre il "cherne" (cernia) e il "sama" (dentice) vengono spesso cucinati al forno con patate e cipolle in preparazioni semplici che ne esaltano la freschezza. Il "potaje de berros" (zuppa di crescione) e il "potaje de verduras" rappresentano tipiche zuppe contadine, ricche di verdure dell'entroterra fertile dell'isola, spesso servite come primo piatto prima delle portate principali di carne o pesce.

I formaggi delle Canarie meritano una menzione speciale, in particolare il "queso de cabra" (formaggio di capra) prodotto negli allevamenti dell'entroterra montuoso, spesso servito fritto in piccoli medaglioni con miele di palma locale, un contrasto dolce-salato che rappresenta una delle entrée più amate dell'isola. Il mojo picón viene talvolta arricchito con formaggio grattugiato per creare varianti locali particolarmente saporite. Tra i dolci tradizionali, il "bienmesabe", crema densa a base di mandorle, miele, uova e limone, il cui nome significa letteralmente "mi sa bene", rappresenta uno dei dessert più amati e viene spesso servito con gelato o come accompagnamento ad altri dolci. I "príncipe alberto", cioccolatini ripieni di crema di mandorle, e i "frangollo", budino a base di farina di mais, latte e uvetta, completano l'offerta dolciaria dell'isola.

Il vino di Tenerife merita un discorso a parte: grazie ai terreni vulcanici ricchi di minerali e ai particolari microclimi delle diverse zone dell'isola, in particolare la Denominazione di Origine Ycoden-Daute-Isora e quella della Valle di Orotava, si producono vini bianchi e rossi di grande carattere, ottenuti da vitigni autoctoni come il Listán Blanco e il Listán Negro, spesso coltivati su viti a piede franco, mai colpite dalla fillossera grazie all'isolamento geografico dell'arcipelago. Il "ron miel" (rum al miele), liquore dolce e vellutato tipico delle Canarie, viene tradizionalmente servito come digestivo a fine pasto, mentre il miele di palma, ottenuto dalla linfa delle palme locali, viene utilizzato sia in cucina che come dolcificante naturale, rappresentando uno dei prodotti più caratteristici e ricercati dell'isola.


La storia di Tenerife

Tenerife

La storia di Tenerife affonda le sue radici nell'epoca preispanica, quando l'isola era abitata dai Guanches, un popolo di origine berbera che si stabilì nell'arcipelago probabilmente a partire dal I millennio a.C., sviluppando una civiltà sorprendentemente sofisticata nonostante l'isolamento geografico. I Guanches vivevano organizzati in nove "menceyatos" (regni), ciascuno governato da un mencey (re), e avevano sviluppato tecniche agricole, un sistema di mummificazione dei defunti simile per certi versi a quello egizio, e una spiritualità legata al culto delle vette vulcaniche, considerate sacre e dimora degli dei. Il Teide, in particolare, era venerato come la dimora del dio Guayota, e ancora oggi numerosi siti archeologici come le grotte di Guimar e i disegni rupestri sparsi per l'isola testimoniano la ricchezza culturale di questa civiltà pre-ispanica.

La conquista spagnola dell'isola, avvenuta tra il 1494 e il 1496 sotto la guida del conquistador Alonso Fernández de Lugo, rappresentò l'ultimo atto della conquista dell'intero arcipelago canario e fu caratterizzata da una resistenza guanche particolarmente strenua. La celebre Battaglia di Acentejo, combattuta nel 1494, vide inizialmente la vittoria dei Guanches sulle truppe spagnole in quella che sarebbe stata ricordata come "La Matanza" (il massacro), ma l'anno successivo, nella Battaglia de La Laguna e nella seconda Battaglia di Acentejo (ricordata come "La Victoria"), gli spagnoli riuscirono infine a sottomettere l'isola, ponendo fine all'indipendenza guanche e integrando definitivamente Tenerife nella Corona di Castiglia. Dopo la conquista, San Cristóbal de La Laguna venne fondata come prima capitale dell'isola, diventando un modello urbanistico che avrebbe influenzato la costruzione di numerose città in America Latina, grazie al suo impianto a scacchiera non fortificato, insolito per l'epoca.

Durante i secoli XVI e XVII, Tenerife si sviluppò rapidamente come importante scalo commerciale lungo le rotte tra Europa, Africa e le Americhe, beneficiando della sua posizione strategica nell'Atlantico. L'economia dell'isola si basò a lungo sulla coltivazione della canna da zucchero prima, e successivamente della vite, con il celebre vino "Malvasia" che veniva esportato in tutta Europa e citato persino nelle opere di Shakespeare. Il commercio tuttavia attirò anche le mire di potenze rivali: nel 1797, l'ammiraglio britannico Horatio Nelson tentò di conquistare Santa Cruz de Tenerife, ma l'attacco si concluse con una clamorosa sconfitta per gli inglesi, durante la quale lo stesso Nelson perse il braccio destro colpito da un proiettile di cannone, un episodio che viene ancora oggi celebrato con orgoglio dagli abitanti dell'isola.

Il XVIII secolo fu segnato da un evento catastrofico che cambiò per sempre la geografia dell'isola: l'eruzione vulcanica del 1706 distrusse quasi completamente Garachico, all'epoca il porto più importante e prospero di Tenerife, seppellendo sotto le colate laviche gran parte della città e il suo porto naturale. Questo disastro portò al declino di Garachico e alla conseguente ascesa di Santa Cruz de Tenerife come nuovo principale porto commerciale dell'isola, un ruolo che mantiene fino ai giorni nostri. Il XIX secolo vide Tenerife consolidarsi come importante scalo per le navi dirette verso le Americhe, mentre l'economia si diversificava con l'introduzione di nuove colture come la cocciniglia, insetto utilizzato per produrre coloranti rossi molto richiesti in Europa, e successivamente le banane, che sarebbero diventate uno dei prodotti di esportazione più importanti dell'isola.

Il XX secolo portò trasformazioni profonde: le Canarie giocarono un ruolo significativo nella Guerra Civile Spagnola, poiché fu proprio da Tenerife che il generale Francisco Franco partì nel 1936 per dare inizio al colpo di stato che avrebbe portato alla guerra civile e successivamente alla dittatura franchista. Nel dopoguerra, a partire dagli anni '60, l'isola visse una trasformazione radicale grazie allo sviluppo del turismo internazionale, che sostituì progressivamente l'agricoltura come principale motore economico, portando alla costruzione delle grandi infrastrutture alberghiere lungo la costa sud dell'isola, all'epoca prevalentemente desertica e disabitata. Con la fine della dittatura franchista e l'ingresso della Spagna nella Comunità Economica Europea nel 1986, Tenerife ha consolidato il proprio status di destinazione turistica di livello mondiale, mantenendo al contempo, grazie a un regime fiscale speciale (il REF, Régimen Económico y Fiscal), una parziale autonomia economica rispetto al resto del territorio spagnolo. Oggi l'isola rappresenta un equilibrio riuscito tra sviluppo turistico moderno e preservazione di un patrimonio naturale e culturale unico al mondo, custodendo gelosamente le tracce della sua storia millenaria, dai petroglifi guanches alle architetture coloniali, fino ai segni ancora visibili delle eruzioni vulcaniche che hanno modellato il suo territorio nel corso dei secoli.

 

Dove alloggiare a Tenerife

Tenerife

Per chi cerca una sistemazione che unisca comfort, servizi e posizione strategica, l'Experience Veraclub Gala rappresenta una scelta ideale nel cuore di Playa de Las Américas, la vivace località turistica della costa sud dell'isola. L'hotel si trova a pochi passi da un'ampia distesa di spiaggia di sabbia, raggiungibile a piedi in pochi minuti tramite un comodo percorso interno, e dista circa 15 chilometri dall'aeroporto di Tenerife Sud, garantendo un facile accesso fin dal primo momento della vacanza.

La struttura, moderna e confortevole, è pensata per soddisfare le esigenze di coppie, famiglie e giovani, offrendo 308 camere suddivise tra la categoria Standard e la più esclusiva Club Alexandre, quest'ultima con vista piscina o mare e accesso quotidiano gratuito al centro benessere. Gli ospiti possono godersi due piscine, di cui una climatizzata, rilassarsi sulla terrazza chill-out sorseggiando un cocktail con vista sull'oceano, oppure concedersi un momento di puro relax nel centro Natural SPA & Wellness, dotato di piscina a contrasto caldo-freddo, sauna, bagno turco e sale massaggi.

L'offerta gastronomica in pensione completa propone colazione, pranzo e cena a buffet, con la possibilità di richiedere la Formula All Inclusive per bevande e snack illimitati durante tutta la giornata. Non mancano momenti di svago grazie a un programma di animazione internazionale con attività sportive diurne e spettacoli serali, un miniclub attrezzato per i bambini dai 4 ai 12 anni, e l'ingresso gratuito riservato agli ospiti Veratour al vicino Casinò di Playa de Las Américas. La posizione centrale dell'hotel rende inoltre estremamente comodo l'accesso a tutte le principali escursioni dell'isola, dal Teide a Masca, da La Gomera a Siam Park, rendendo l'Experience Veraclub Gala una base perfetta da cui esplorare ogni angolo di Tenerife.

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