Per conoscere davvero Naxos vale la pena lasciare per qualche ora le sue spiagge e partire alla scoperta dell'entroterra. Qui il paesaggio cambia: alle lunghe distese di sabbia si sostituiscono vallate coltivate, uliveti, montagne e piccoli paesi nei quali la vita conserva ancora un forte legame con le tradizioni dell'isola.
Naxos è infatti una delle isole più fertili delle Cicladi e di tutta la Grecia, la sua identità è profondamente legata alla terra, all'allevamento e ai prodotti locali. Ma la Naxos più autentica si scopre anche nelle piazze dei villaggi, nelle feste religiose accompagnate da musica e danze, nelle antiche usanze popolari e nei sapori tramandati di generazione in generazione.
Un'altra faccia dell'isola, quindi, da conoscere attraverso alcuni dei suoi borghi più caratteristici, le tradizioni ancora vive e una gastronomia che ha molto più da offrire dei grandi classici della cucina greca.

Uno dei modi migliori per scoprire questa dimensione dell'isola è attraversare i suoi villaggi. Nell'entroterra, al centro della fertile valle di Tragea, Chalki è stato per lungo tempo il principale centro commerciale della Naxos montana. Il suo passato si riconosce ancora nelle eleganti case neoclassiche, nei cortili e nelle stradine del centro. È un paese da visitare senza fretta, fermandosi nelle piccole botteghe e nei locali che animano il borgo.
Chalki è legata anche a uno dei prodotti più particolari dell'isola: il kitron, liquore ottenuto dalla distillazione delle foglie del cedro. Nel centro del paese si trova la storica distilleria Vallindras, dove questa specialità viene prodotta dalla fine dell'Ottocento e dove è possibile conoscere più da vicino una tradizione diventata parte dell'identità gastronomica di Naxos.

Salendo verso le montagne si raggiunge Apiranthos, costruita a circa 600 metri di altitudine alle pendici del monte Fanari. Qui il marmo è ovunque: nelle stradine lastricate, negli archi e nei dettagli delle abitazioni. Torri veneziane, case in pietra e piccole piazze creano un'atmosfera molto diversa da quella delle località costiere.
Apiranthos ha conservato inoltre usanze, espressioni linguistiche e tradizioni proprie. L'artigianato tessile ne è un esempio: ancora oggi le donne del paese mantengono viva l'antica arte della tessitura al telaio attraverso una cooperativa locale. Passeggiando nel borgo si incontrano anche piccoli musei dedicati all'archeologia, al folclore, alla storia naturale e alla geologia.
Continuando verso la costa settentrionale si arriva infine ad Apollonas, antico porto legato alle cave di marmo e oggi tranquillo paese affacciato sul mare. Poco fuori dal centro si trova il gigantesco Kouros incompiuto che testimonia l'importanza della lavorazione del marmo nell'antichità. Ma Apollonas è anche un borgo di pescatori: le case bianche si raccolgono intorno alla spiaggia e sul lungomare si susseguono taverne dove fermarsi per mangiare pesce e specialità locali guardando l'Egeo.
Tre paesi molto diversi tra loro, che permettono di passare dalla Naxos agricola della valle di Tragea ai villaggi di montagna fino alla vita della costa settentrionale.
Le tradizioni di Naxos si scoprono soprattutto quando i paesi fanno festa. Durante l'anno, e in particolare nei mesi estivi, nei villaggi dell'isola si svolgono numerosi panigiria, le tradizionali feste popolari legate alle ricorrenze religiose. Dopo le celebrazioni, le piazze si riempiono di tavolate, musica e danze e la festa può continuare fino a tarda notte.

Uno degli appuntamenti più importanti si svolge a Filoti intorno a Ferragosto. A partire dal 15 agosto, in occasione dell'Assunzione della Vergine, il paese ospita per tre giorni quella che è considerata la più grande festa tradizionale dell'isola. Le strade e la grande piazza si animano al suono dei violini e degli strumenti della tradizione locale, coinvolgendo abitanti e visitatori.
Ad Apiranthos, invece, il 29 agosto si celebra Agios Ioannis, patrono del paese. La festa comincia già la sera precedente e, dopo le celebrazioni religiose, prosegue nella piazza con musica tradizionale e momenti di convivialità che richiamano persone da tutta Naxos.
Tra le usanze più antiche c'è poi il Klidonas, celebrato in occasione di San Giovanni il 23 e 24 giugno. La sera vengono accesi falò nelle piazze e bruciate le corone di fiori preparate per il primo maggio; secondo la tradizione si salta tre volte sopra il fuoco come rito purificatore. Al Klidonas sono legate anche antiche pratiche divinatorie che un tempo promettevano alle ragazze non sposate di scoprire qualcosa sul futuro marito.
Ancora più particolare è il Carnevale di Naxos, nel quale sopravvivono usanze ricondotte alle antiche celebrazioni dionisiache. In alcuni villaggi dell'entroterra compaiono i koudounatoi, uomini mascherati che attraversano rumorosamente le strade portando grandi campanacci, mentre altrove si incontrano i kordelatoi e i foustanelatoi. Musica, danze e rituali tramandati nel tempo ricordano ancora oggi lo stretto legame di Naxos con Dioniso, il dio che secondo il mito scelse proprio quest'isola come sua dimora.
La gastronomia è forse uno dei modi più immediati per comprendere quanto Naxos sia diversa da molte altre isole delle Cicladi. Il suo territorio fertile, la presenza di acqua e una lunga tradizione agricola e di allevamento hanno dato origine a prodotti che sono diventati veri simboli dell'isola.
Il più famoso è probabilmente la Graviera Naxou DOP, formaggio a pasta dura prodotto principalmente con latte vaccino, dal gusto ricco ma equilibrato. Accanto alla graviera esiste però un'intera tradizione casearia: l'arseniko, formaggio stagionato di latte ovino dal sapore più deciso, e formaggi freschi o leggermente aciduli come xinomyzithra e xinotyro sono ancora oggi prodotti e consumati sull'isola.
Altrettanto famose sono le patate di Naxos, coltivate soprattutto nelle fertili pianure occidentali. A questo prodotto è dedicata persino una festa: ogni agosto, nella zona di Kapares ad Agia Anna, la Festa della Patata riunisce abitanti e visitatori intorno a piatti preparati con le patate locali, accompagnati da vino, musica e danze tradizionali.

E poi c'è il kitron, uno dei sapori più riconoscibili di Naxos. Questo liquore, prodotto dalla distillazione delle foglie del cedro e tutelato da denominazione di origine, può essere assaggiato in diverse varianti e trova proprio a Chalki uno dei luoghi storicamente legati alla sua produzione.
La cucina dell'isola racconta naturalmente anche la sua vocazione pastorale. Capre e pecore allevate nelle zone montane forniscono latte, formaggi e carne utilizzati in numerose ricette locali. A Filoti, in particolare, i prodotti di allevamento come agnello, capretto e formaggi fanno parte da generazioni della tradizione gastronomica del paese.
A completare la tavola ci sono il vino locale, il miele, le conserve dolci preparate con la frutta e i prodotti dell'orto. Non è un caso che molte feste dell'isola siano dedicate proprio al raccolto e ai prodotti della terra: a Naxos mangiare significa ancora oggi entrare in contatto con una parte importante della vita e della cultura locale.
Per alternare la scoperta dei villaggi e dell'entroterra alle giornate dedicate al mare, sulla costa occidentale dell'isola, nella zona di Mikri Vigla, si trova il Veraclub Naxos.
Direttamente affacciato sul mare, con Formula All Inclusive, animazione Veraclub e servizi dedicati anche alle famiglie con bambini, è una base ideale per vivere una vacanza a Naxos alternando relax e scoperta. Dal villaggio puoi partire alla volta dell'entroterra, visitare Chalki e Apiranthos, conoscere le tradizioni e i sapori locali e poi tornare sulla costa per goderti il mare delle Cicladi.
Perché Naxos si scopre anche così: passando dalle spiagge ai villaggi, dalle taverne alle feste di paese, per conoscere poco alla volta il volto più autentico dell'isola.
30.09.2026
05.05.2026